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Sardegna terra della longevità

Secondo alcuni studi effettuati da un gruppo di ricercatori è emerso che tra i sardi alcuni hanno raggiunto il traguardo dei 100 anni, ma non solo, l’hanno addirittura ormai superato. Alcune zone della nostra Isola vantano un indice di longevità tra i più elevati al mondo tanto da suscitare un interesse da parte di scienziati provenienti da tutto il mondo.

Così la Sardegna, che un tempo era considerata una terra selvaggia e inospitale o addirittura un luogo insalubre utile solo all’esilio forzato, oggi è considerata un paradiso sulla Terra proprio per il numero dei centenari in perfetta salute che vi si trovano. La comunità scientifica ha così iniziato a studiare la longevità e indagare sugli elementi che permettono di stare bene ed essere efficienti anche in età avanzata. Oggetto di studio sono la Sardegna, l’isola di Okinawa in Giappone, l’Isola di Icaria in Grecia e la Penisola di Nicova in Costa Rica, meglio conosciute come “Blue Zones”.

La longevità sarebbe costituita da un insieme di fattori quali l’ereditarietà, l’ambiente socio-culturale, l’alimentazione, l’attività fisica, e infine il dispendio energetico. Il professor Alessio Tola, docente di ‘Tecnologia e struttura dei processi produttivi’ presso il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università degli Studi di Sassari, ha spiegato che: “Le Zone Blu sono aree caratterizzate da un’economia agropastorale, da un sistema di vita che sicuramente è faticoso, ma che ha un livello di stress basso, legato alla civiltà moderna. Un sistema di vita che è collegato a tradizioni alimentari che si perdono nella notte dei tempi e che quindi restituiscono in qualche modo un legame territoriale dato da una componente di salubrità dovuto alla stessa matrice alimentare, quindi con pochissime alterazioni e con cibi estremamente naturali, poco artefatti. La caratteristica principale è insomma proprio la semplicità della civiltà”.

Per tali motivi dunque è necessario tutelare i valori di tradizione e identità. E riscoprire ciò che è tipico, dando risalto a ciò che ha consentito di vivere in maniera serena, senza stress, con delle buone abitudini.

Per quanto riguarda l’alimentazione in Sardegna troviamo piatti molto antichi, le cui ricette si tramandano di generazione in generazione, un esempio è il pane carasau o i culurgiones ogliastrini che vengono fatti seguendo delle antiche ricette tanto da sembrare dei veri e propri rituali. Ma non solo, la dieta qui in Sardegna è varia, comprende i salumi fatti in casa come il prosciutto, la salsiccia o il lardo, l’olio extravergine di oliva, il formaggio prodotto dai pastori. Troviamo inoltre anche una buona dose di vegetali coltivati nell’orto.

Questi sono cibi sani e genuini prodotti in prima persona, ancora oggi i sardi vanno a caccia o a pesca e raccolgono il cibo che servono sulle loro tavole, perciò i prodotti non hanno bisogno di lavorazioni complesse o l’aggiunta di sostanze artificiali.
Ovviamente come per ogni dieta questi alimenti devono essere assunti nelle dovute quantità e soprattutto in base alle attività svolte abitualmente.

Molto importante è l’attività fisica, ogni giorno sarebbe bene camminare e muoversi all’aria aperta, fare escursioni e immergersi nella bellezza incontaminata della nostra Isola, proprio come ancora oggi fanno i pastori che percorrono chilometri a piedi per seguire il loro gregge.

Per finire, è risaputo che il vino rosso contiene una buona dose di antiossidanti e se bevuto nelle quantità appropriate può apportare benefici per la salute. Qui in Sardegna il vino rosso per eccellenza è il Cannonau, viene bevuto durante i pasti o in compagnia degli amici accompagnato da sonore risate, perché anche il buon umore è importante per una vita serena.

Non ci resta che augurarvi una buona vita e farvi il miglior augurio che un vero Sardo possa fare: A chent’annos.

L’hotel Barbagia vi aspetta. Venite a trovarci.

Se volete saperne di più : https://bluezones.com

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